Gioia e la foto eterna

 

Era da tempo che volevo dedicare un servizio fotografico a una mia cara amica. Dato che mi era appena arrivata la macchina fotografica nuova e visto che ultimamente la sua autostima era un po’ crollata per via di una delusione d’amore, decisi di invitarla per un caffè e qualche scatto in amicizia.

Gioia è una tipa acqua e sapone, semplice e modesta. Non si trucca e non ama stare al centro dell’attenzione. Lei non lo sa, ma anche se fa di tutto per non dare nell’occhio, l’attenzione l’attira eccome.

Ho sempre dedicato particolari interessi alle sue forme, alle sue movenze. E’ energica, tonica. Forse per via della giovane età o forse è proprio così di costituzione. Molto simpatica, a volte timida e impacciata, la sua compagnia può cambiare le sorti di una giornata. Non nascondo che forse la mia nei suoi confronti sia più di una semplice amicizia, ma va bene così. Per il momento mi limito a condividere con lei attimi di svago, senza sconfinare in sentimenti più complessi.

Suona il citofono, rispondo, è lei con la sua inconfondibile voce squillante. La faccio salire, la accolgo e le spiego pressappoco come dovrà comportarsi per rendere gli scatti più genuini ed efficaci possibile.

Ho un costume da schiava romana e dei bei sandali che vorrei lei indossasse, è una tipa mediterranea con occhi scurissimi e capelli neri. La sua pelle caffè e latte ben si sposa con l’abbigliamento che gli ho proposto.toga-2 joy

Lei sorride, prende gli abiti, va nella camera accanto e si cambia.

Inizio ad armeggiare freneticamente con la reflex per testarne le funzioni basilari, cerco di metterla a punto e di distrarmi per non pensare a quanto sta per accadere. Gioia è più veloce di quanto immaginassi e un po’ per la concentrazione focalizzata sulla macchina e un po’ per il suo muoversi silenziosa, me la ritrovo alle spalle. Mi coglie di sorpresa mentre indietreggio di un passo e il suo corpo mi costringe a fermarmi. Sento i suoi seni turgidi sulla mia schiena, deglutisco, faccio finta di niente e mi giro verso di lei. Le do una rapida occhiata dalla testa ai piedi e pronuncio la fatidica frase:   – si comincia.

Cerco di consigliare a Gioia le pose che più valorizzano le sue forme, la metto a suo agio, ci scherzo e continuo a dialogare con lei del più e del meno. I sandali che le ho dato accentuano la bellezza dei suoi piedi. Manco a farlo apposta sono proprio del suo numero: 41.Joy sandal 41

Rapito da un fremito , in un crescendo di eccitazione e curiosità continuo a macinare scatti; primi piani, piani americani, da sopra, da sotto. Catturo dettagli delle sue gambe, delle spalle, delle gote.

A un tratto,si fa avanti un lato di me che avevo cercato di tenere nascosto. Inizio a prenderla un po’ in giro, a dirle che può fare di meglio e che le sue pose dovrebbero essere meno pudiche. Lei annuisce e comincia a muoversi di più, a ondeggiare sui fianchi. I suoi fianchi sono pronunciati, l’addome è morbido, lo si può intravedere dalle stoffe leggere che indossa. Non c’è nulla che io non conosca di quel corpo, o quasi. Ogni qual volta ci ritrovavamo al mare insieme con gli amici, seguivo i suoi movimenti. Mi piaceva vederla in costume. Adoravo la curva che la sua vita sottile produceva nel raccordarsi al suo generoso bacino. Era come una clessidra, ma invece di scandire il tempo, regolava il battito del mio cuore o lo mandava in subbuglio, a seconda del suo sguardo e dell’intensità con cui penetrava i miei occhi.

Mille pensieri affollano la mia testa mentre incalzo la mia musa a dare di più. Ho sempre avuto un occhio di riguardo per lei, ma oggi è diverso. Il fatto che lei abbia accettato di farsi immortalare ed indossare quei vestiti ha cambiato le carte in tavola. Le faccio notare che un seno le fa capolino dalla toga, lei indifferente continua a sorridere e fa quasi per sfidarmi.Joy Toga

Scatto avidamente poi mi giro dove c’è meno luce per vedere come è venuta la foto. Colmo di orgoglio per essere riuscito a fermare quell’immagine, mi godo il benessere che ne deriva, ma lo scatto più importante deve ancora arrivare. Mentre mi volto verso Gioia, noto che si è seduta sul tavolo. Mi guarda maliziosa e lascia cadere le sottili vesti. Mi fissa e rimane immobile.

Il sangue mi si gela. Resto inerme per un paio di secondi e provo a puntare l’obiettivo verso quell’inaspettata visione. Premo il tasto che le conferirà l’immortalità… poi tutto tace.

foto Joy

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