Io e Chiara VOL. I

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Chiara e Marika sono due ragazze che si conoscono dai tempi del liceo. Sempre insieme e sempre affiatate, condividono molte cose nella loro vita, a partire dalla loro compagnia di amici, fino all’appartamento dove vivono.

Chiara fa la cassiera in un supermarket mentre Marika si divide tra università e piccoli lavori saltuari per pagarsi gli studi. Fin da subito legate da un’amicizia profonda e sincera, la loro complicità le faceva apparire come due sorelle, suscitando a volte anche qualche invidia.

Spesso però i sentimenti cambiano, come cambia il metro di giudizio e i punti di vista.

Quell’amicizia tanto solida e duratura era destinata a subire un brusco contraccolpo.

 

 

Io E Chiara

 

La serata scorre come tutte le altre, come sempre. Monotona noiosa. Metà della gente che siede al tavolo nemmeno la conosco, sono compagni di corso di Teresa. Lei è sempre in fissa con le grandi adunate, sembra quasi che un grande gruppo sia sinonimo di divertimento, io invece mi sto veramente annoiando, poi, sto sfigato che mi siede affianco non fa altro che guardarmi con quell’aria da stoccafisso. Almeno si è offerto di pagare da bere. Tra affitto, università e spese varie a momenti non ho nemmeno i soldi per le sigarette.

Sono già alla terza vodka e comincio a sentire gli occhi pesanti. Non si riesce nemmeno a parlare, musica alta, voci sovrapposte, una bolgia inaudita… Finisco la vodka ed esco a fumare una sigaretta. Fuori dal pub incontro il mio ex con la sorella e alcuni suoi amici. Fumiamo e scambiamo quattro chiacchiere. Mi racconta di come sia diversa da me la sua nuova fidanzata e della complicità che non riesce a ritrovare con nessun’altra. Prendo in prestito la sua birra, è quasi piena. Più che un prestito è un esproprio coatto tant’è che la finisco. Intanto il tempo passa ma almeno con loro mi faccio quattro grasse risate e posso avere un dialogo. Saluto la mia ex cognatina abbracciandola e attaccandomi di peso rischiando di far cadere anche lei, un bacio al mio ex e torno dentro…

Forse il caldo, forse le grasse risate, la testa si fa più pesante. Cerco di raggiungere la toilette senza far vedere agli altri le mie condizioni pietose. Un passo alla volta e raggiungo il bagno. Una volta dentro mi appoggio al muro e respiro profondamente. Sto veramente male. Chiara, forse accortasi del mio malessere e non vedendomi tornare mi raggiunge in bagno e preoccupata mi chiede come mi sento. Biascico poche confuse parole e allora, Chiara cerca di farmi tornare in me sciacquandomi il viso con dell’acqua fresca. Recuperate un po’ di forze torno al tavolo, faccio un po’ la disinvolta e prendo in prestito l’ampio calice di vino dello stoccafisso. Faccio per bere ma dopo un paio di sorsi improvvisamente perdo i sensi accasciandomi a terra e versandomi tutto il vino addosso. Mi trovo improvvisamente circondata da un capannello di curiosi, Teresa cerca di ricompormi perché nella caduta un seno mi è schizzato fuori dalla maglietta, qualcuno mi fa aria sventolando un menù e Chiara mi riporta tra i vivi con due sonore sberle… Decide che la serata finisce lì, mi porta fuori dal pub e mi carica di peso in macchina. Da lì in poi il blackout totale …

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Finalmente a casa… Abitiamo al terzo piano di un palazzetto semi disabitato e senza ascensore, Chiara mi ha portato su grazie all’aiuto di Claudio, il nostro coinquilino, anche perché oltre ad essere priva di sensi e quindi un peso morto , sono anche più grossa di lei.

L’appartamento è praticamente una comune e seppur grande, tra asse da stiro, sedie, tavoli e vari oggetti sparpagliati sul pavimento, raggiungere la nostra camera è un’impresa titanica. Mi stendono sul letto, Chiara mi sfila il giacchetto e la magliettina intrisa di vino mentre Claudio mi toglie gli stivali.

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Mi trascinano in bagno e mi sciacquano il viso con dell’acqua fresca poi Claudio esce e va in cucina a preparare il caffè.

Sono ancora semi incosciente, riesco ad avvertire a malapena lo scroscio dell’acqua. Ho freddo, sono scalza, appoggiata al muro tra la cabina della doccia e gli accappatoi, incastrata per non scivolare. Chiara si è spogliata e fa per venire verso di me. Dalla porta leggermente accostata odo i rumori della cucina e il profumo del caffè mentre Chiara mi prende le spalle e mi avvicina a lei. Mentre mi leva il reggiseno cado in avanti appoggiando il viso e la bocca sul suo collo, lei mi riavvicina al muro, si china e meccanicamente finisce di spogliarmi.

La cabina doccia è grande e alla sua base vi è un’ampia vasca. Posso finalmente riposarmi. Chiara mi da un paio di schiaffetti per non farmi addormentare poi porta un elastico per capelli alla bocca e mi guarda mentre si passa lo shampoo. Non ho forze, sono stanca, non riesco nemmeno a muovermi. Sento solo le mani di chiara che mi insaponano. Rimango per un po’ con la testa sul suo petto mentre mi mette il balsamo tra i capelli. Mi sciacqua scrupolosamente. Mi asciuga e poi insieme usciamo e torniamo nella nostra camera. Durante il breve tragitto mi cade l’asciugamano e rimango nuda in mezzo al corridoio, Claudio che era lì e stava portando i caffè, vista la scena diventa rosso e prova a girarsi dall’altra parte, io, indifferente, afferro la tazzina e barcollando entro in camera lasciandomi la porta chiusa alle spalle.

Appoggio il caffè sul comodino e mi metto a letto due minuti ma il phon di Chiara è come un potente ipnotico. Cado in un sonno profondo, nuda e con l’asciugamano ancora in testa…

io dormo

 

Chiara continua  le sue faccende mentre io dormo beatamente.

La televisione è sintonizzata sul canale che trasmette la solita intervista serale. Il volume moderato concilia il mio sonno e insieme alle luci dovute ai frequenti cambi di inquadratura, produce un atmosfera particolare.

Anche se dormo posso percepire i movimenti di Chiara e intuire le sue azioni. Odo lo scatto di un tappo su un barattolino di plastica, ne deduco che si sia appena messa la sua crema per il viso. Sento chiudere gli sportelli del mobiletto del bagno, l’interruttore della luce e la porta che viene accostata. Si siede dolcemente sul letto, si avvicina al mio orecchio e sussurra con un filo di voce una frase che io non capisco, provocandomi un fremito lungo tutta la schiena, un fremito piacevole ma che allo stesso tempo mi fa sentire nuda e vulnerabile…Chiara mi accarezza  il braccio sinistro  e gradualmente mi gira su un fianco, poi mi tocca il collo e il viso come fossero dei frutti di cui testare le sode polpe, infine, mi volta a pancia in sopra.

Appoggio le mani sul mio addome per ripararmi dal freddo e continuo a dormire nonostante la sensazione di essere  osservata…

io pancia

 

 

Chiara ed io giacciamo entrambe nude sul letto, c’è la finestra aperta, maggio è alle porte e il caldo inizia a farsi sentire.

noi

Chiara inizia ad accarezzarmi il braccio scendendo lentamente verso la pancia. Sembra che io stia sognando e invece è tutto vero . Comincio ad acquisire un po’ di consapevolezza di quanto stia accadendo sebbene rimango stordita a causa dell’alcool e del sonno.

Il mio corpo è intorpidito ma riesce comunque ad avvertire la pressione di quelle mani curiose sulla pelle. Mi accarezza il ventre muovendosi piano per non svegliarmi, poi appoggia la testa vicino alla mia e continua indisturbata a solleticare le voglie della mia carne ‘priva di sensi’.

La sensazione che provo è indefinibile: cullata da morfeo, dal vino e dalle sapienti mani di Chiara che mi lusingano senza sosta. Un alito di vento entra silente dalla finestra, si posa sui miei seni nudi mentre Chiara e le sue dita si avvicinano sempre più alla mia intimità, fino a sfiorare teneramente il monte di venere. Sembra molto incuriosita e attratta dalla corta peluria che ricopre il mio basso ventre a tal punto da rimanervi impegnata per qualche interminabile minuto…

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A un tratto un rumore improvviso irrompe prepotentemente. Chiara vedendomi sussultare si ferma di scatto. Sento il suo respiro addosso. Ora sono cosciente e consapevole che qualcosa di proibito si sta consumando tra queste quattro mura. Stordita ma consapevole.

Attende qualche istante e lo stesso faccio io. Resto immobile a poltrire con gli occhi chiusi e la testa leggermente orientata verso la finestra, un po’ per prendere aria e un po’ per non svelare a Chiara possibili movimenti del mio viso… L’attesa e il silenzio mi fanno precipitare nuovamente in uno stato di sonno, ma stavolta un sonno lieve.

La bramosia non si placa ed ecco Chiara un’altra volta a girare intorno al pube… traccia dei piccoli cerchi e poi si allontana un po’ solleticandomi l’inguine.

Il mio assopimento si annulla definitivamente e le intenzioni di Chiara sono oramai ovvie. Ho un attimo di smarrimento. Provo un po’ di vergogna e di paura. Siamo amiche da una vita ma non l’avevo mai conosciuta sotto questo aspetto. Forse sono vigliacca ma non ho il coraggio di fermarla , quindi, continuo a dormire o meglio a fare finta, e a soggiacere offrendomi a lei nella speranza che non si spinga troppo oltre.

Per un attimo mi tranquillizzo sentendo la mano di Chiara sempre sullo stesso punto ma poi, le mie speranze si vanificano. Sento la sua guancia avvicinarsi al mio viso e quella mano prudente che si fa sempre più audace mentre scende ancora più in basso, stavolta a cercare il clitoride.

Appena le sue dita si insinuano tra le mi labbra esercitando una leggera pressione, un brivido nello stomaco mi colpisce e mi paralizza. Le mie gambe iniziano a tremare, Chiara se ne accorge. Si insinua tra le pieghe della mia fessura che ormai è vistosamente bagnata. Mi fruga dentro e inizia a baciarmi sul collo. Con la sua gamba sposta un poco la mia per divaricarmi e potersi dedicare con la mano intera sul mio sesso.

Chiara carezze

Con due dita è dentro di me e con il pollice preme sul clitoride.

Non riesco più a contenermi e inizio a contorcermi. Non so se Chiara mi crede ancora addormentata ma non appena mi passa la lingua sul collo inizio ad ansimare e lei mi tocca con ancor più vigore, facendo cantare i miei umori col tocco della sua mano.

 

io e chiara letto

 

Chiara non si ferma più ed io, nonostante l’imbarazzo non voglio fermarla. Mi respira vicino l’orecchio, lo bacia poi annusa la mia bocca. Solletica tutto il mio viso con le sue labbra. Sa il fatto suo, è sicura di se. Mi sembra di scorgere nella penombra e con la coda dell’occhio leggermente socchiuso il suo sguardo di sfida.

Lo sguardo di colei che ha vinto e porta la preda nella sua tana per poi mangiarla comodamente quando ne ha voglia.

Sono totalmente in balia delle sue dita, dei suoi baci sul viso e sul collo, baci che si fanno sempre più insolenti fino ad arrivare sul petto. Lo ha visto un infinità di volte e altrettante volte si complimentava con me per come stava su e come si ergeva in avanti sostenuto da chissà quale potere intrinseco. Mai l’avrei immaginata attaccata al mio seno a succhiare come un maschio allupato o affondare i suo denti su questi capezzoli rosa e delicati. Lei che non aveva mai destato in me il minimo sospetto, lei che era così femminile e conformista. Da quanto le piacevano le donne? O forse ero solo io che le piacevo? Magari l’avevo provocata in più occasioni senza rendermene conto. Poco importa. Ormai Chiara è inarrestabile e sempre più determinata a portare a termine ciò che meschinamente ha iniziato.

io seno

Il mio respiro si fa sempre più forte mentre mi tocca tra le gambe, sono bagnata come non lo sono mai stata, ho il cuore in gola e me lo sento esplodere sulle tempie. Chiara lo sa e mi tiene ancora più divaricata premendo la sua coscia sulla mia, di tanto in tanto i nostri piedi si strusciano, si toccano si cercano… spinge un po’ più in fondo con le dita ed ecco che la voce fuoriesce istintivamente dalla mia bocca. Non riesco più a controllarmi. Ho paura che Claudio senta i miei gemiti, Chiara invece sembra quasi che voglia svegliarlo e sbattergli in faccia la realtà, come se fosse un suo rivale.

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Mentre mi volto verso di lei ne approfitta per baciarmi. Tengo i denti serrati e mi limito a farmi baciare a stampo ma sto sul punto di venire e mi sento soffocare. Apro un po’ le labbra per respirare ed ecco che mi ritrovo in bocca la generosa lingua di Chiara. Mi arrendo, divarico ancora di più le gambe e mi lascio toccare liberamente. I miei lamenti sono in parte soffocati da quei peccaminosi baci ma ciò non basta a coprirne l’entità. Mi abbandono totalmente a lei che mi osserva incantata mentre il mio corpo si contorce sotto le pulsioni di quell’orgasmo così intenso. Poi esausta, senza dire una parola, mi addormento con la sua mano ancora tra le gambe…

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La luce entra dalla finestra, insieme ai rumori del traffico e al cinguettio degli uccellini.

Mi giro un po’ nel letto. Sono stanchissima. Ho come una specie di vuoto di memoria.

Comunissima e momentanea amnesia post sbronza. Mi giro ancora nel letto per liberarmi dal torpore mattutino, e tempo pochi minuti, i ricordi cominciano ad affiorare, sia quelli della serata alcolica che tutto il resto.

Ho fame e l’odore del caffè che arriva dalla cucina, non fa che incrementare il vuoto nel mio stomaco.

Sento le voci di Chiara e di Claudio che si avvicendano, si mescolano, poi si alternano nuovamente intervallate da qualche pausa più o meno lunga. Non so cosa si stiano dicendo ma il pensiero di recarmi in cucina e affrontare i loro sguardi mi angoscia.

Infilo una maglietta al volo, mi faccio coraggio e vado.

Come mi vedono arrivare cessano di parlare. L’angoscia dentro di me monta sempre di più. Li saluto e cerco di tenere un atteggiamento un po’ vago, poi comincio ad armeggiare sui fornelli , prendo la caffettiera e un bicchiere.

Mi tengo impegnata tra burro, marmellata e fette biscottate. I miei occhi e quelli di Chiara si incrociano per un rapido istante. Sono tristi, languidi, come se non avesse chiuso occhio tutta la notte. Mi volto di scatto per sfuggire all’impaccio, ed ecco un nuovo sguardo pronto a sindacare la mia anima. Non so cosa passi per la testa di Claudio, ma sembra quasi che sappia qualcosa. Ma come fa a sapere? E’ impossibile che gliene abbia parlato Chiara, quindi mi ha sentita stanotte mentre…

Magari sono solo paranoie e quello è il suo solito sguardo di sempre. Ma allora perché continua a fissarmi?

Faccio per afferrare una fetta biscottata, Chiara mi anticipa di poco e quando le nostre dita si toccano, io ritraggo stizzita la mano con un brusco scatto. A quel punto lei ha un sussulto, si alza e se ne va in camera.

Claudio mi guarda in modo severo , accende una sigaretta e va verso la finestra voltandomi le spalle.

Rimango sola al tavolo con i miei dubbi, le mie paure e il mio caffè…

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Effetti collaterali

La luce entra dalla finestra, insieme ai rumori del traffico e al cinguettio degli uccellini.

Mi giro un po’ nel letto. Sono stanchissima. Ho come una specie di vuoto di memoria.

Comunissima e momentanea amnesia post sbronza. Mi giro ancora nel letto per liberarmi dal torpore mattutino, e tempo pochi minuti, i ricordi cominciano ad affiorare, sia quelli della serata alcolica che tutto il resto.

Ho fame e l’odore del caffè che arriva dalla cucina, non fa che incrementare il vuoto nel mio stomaco.

Sento le voci di Chiara e di Claudio che si avvicendano, si mescolano, poi si alternano nuovamente intervallate da qualche pausa più o meno lunga. Non so cosa si stiano dicendo ma il pensiero di recarmi in cucina e affrontare i loro sguardi mi angoscia.

Infilo una maglietta al volo, mi faccio coraggio e vado.

Come mi vedono arrivare cessano di parlare. L’angoscia dentro di me monta sempre di più. Li saluto e cerco di tenere un atteggiamento un po’ vago, poi comincio ad armeggiare sui fornelli , prendo la caffettiera e un bicchiere.

colazione

Mi tengo impegnata tra burro, marmellata e fette biscottate. I miei occhi e quelli di Chiara si incrociano per un rapido istante. Sono tristi, languidi, come se non avesse chiuso occhio tutta la notte. Mi volto di scatto per sfuggire all’impaccio, ed ecco un nuovo sguardo pronto a sindacare la mia anima. Non so cosa passi per la testa di Claudio, ma sembra quasi che sappia qualcosa. Ma come fa a sapere? E’ impossibile che gliene abbia parlato Chiara quindi mi ha sentita stanotte mentre…

Magari sono solo paranoie e quello è il suo solito sguardo di sempre. Ma allora perché continua a fissarmi?

Faccio per afferrare una fetta biscottata, Chiara mi anticipa di poco e quando le nostre dita si toccano, io ritraggo stizzita la mano con un brusco scatto. A quel punto lei ha un sussulto, si alza e se ne va in camera.

Claudio mi guarda in modo severo , accende una sigaretta e va verso la finestra voltandomi le spalle.

Rimango sola al tavolo con i miei dubbi, le mie paure e il mio caffè…

lonelyness

Io e Chiara VI

Chiara non si ferma più ed io, nonostante l’imbarazzo, non voglio fermarla. Mi respira vicino l’orecchio, lo bacia poi annusa la mia bocca. Solletica tutto il mio viso con le sue labbra. Sa il fatto suo, è sicura di se. Mi sembra di scorgere nella penombra e con la coda dell’occhio leggermente socchiuso il suo sguardo di sfida.

Lo sguardo di colei che ha vinto e porta la preda nella sua tana per poi mangiarla comodamente quando ne ha voglia.

Sono totalmente in balia delle sue dita, dei suoi baci sul viso e sul collo, baci che si fanno sempre più insolenti fino ad arrivare sul petto. Lo ha visto un infinità di volte e altrettante volte si complimentava con me per come stava su e come si ergeva in avanti sostenuto da chissà quale potere intrinseco. Mai l’avrei immaginata attaccata al mio seno a succhiare come un maschio allupato o affondare i suo denti su questi capezzoli rosa e delicati. Lei che non aveva mai destato in me il minimo sospetto, lei che era così femminile e conformista. Da quanto le piacevano le donne? O forse ero solo io che le piacevo? Magari l’avevo provocata in più occasioni senza rendermene conto. Poco importa. Ormai Chiara è inarrestabile e sempre più determinata a portare a termine ciò che meschinamente ha iniziato.

Il mio respiro si fa sempre più forte mentre mi tocca tra le gambe, sono bagnata come non lo sono mai stata, ho il cuore in gola e me lo sento esplodere sulle tempie. Chiara lo sa e mi tiene ancora più divaricata premendo la sua coscia sulla mia, di tanto in tanto i nostri piedi si strusciano, si toccano si cercano… spinge un po’ più in fondo con le dita ed ecco che la voce fuoriesce istintivamente dalla mia bocca. Non riesco più a controllarmi. Ho paura che Claudio senta i miei gemiti, Chiara invece sembra quasi che voglia svegliarlo e sbattergli in faccia la realtà, come se fosse un suo rivale.

kiss

 

Mentre mi volto verso di lei ne approfitta per baciarmi. Tengo i denti serrati e mi limito a farmi baciare a stampo ma sto sul punto di venire e mi sento soffocare. Apro un po’ le labbra per respirare ed ecco che mi ritrovo in bocca la generosa lingua di Chiara. Mi arrendo, divarico ancora di più le gambe e mi lascio toccare liberamente. I miei lamenti sono in parte soffocati da quei peccaminosi baci ma ciò non basta a coprirne l’entità. Mi abbandono totalmente a lei che mi osserva incantata mentre il mio corpo si contorce sotto le pulsioni di quell’orgasmo così intenso. Poi esausta, senza dire una parola, mi addormento con la sua mano ancora tra le gambe…

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Io e Chiara cap V

hand belly

A un tratto un rumore improvviso irrompe prepotentemente. Chiara vedendomi sussultare si ferma di scatto. Sento il suo respiro addosso. Ora sono cosciente e consapevole che qualcosa di proibito si sta consumando tra queste quattro mura, stordita ma consapevole.

Attende qualche istante e lo stesso faccio io. Resto immobile a poltrire con gli occhi chiusi e la testa leggermente orientata verso la finestra, un po’ per prendere aria e un po’ per non svelare a Chiara possibili movimenti del mio viso… L’attesa e il silenzio mi fanno precipitare nuovamente in uno stato di sonno, ma stavolta un sonno lieve.

La bramosia non si placa ed ecco Chiara un’altra volta a girare intorno al pube… traccia dei piccoli cerchi e poi si allontana un po’ solleticandomi l’inguine.

Il mio assopimento si annulla definitivamente e le intenzioni di Chiara sono oramai ovvie. Ho un attimo di smarrimento. Provo un po’ di vergogna e di paura. Siamo amiche da una vita ma non l’avevo mai conosciuta sotto questo aspetto. Forse sono vigliacca ma non ho il coraggio di fermarla , quindi continuo a dormire, o meglio a fare finta, e a soggiacere offrendomi a lei nella speranza che non si spinga troppo oltre.

Per un attimo mi tranquillizzo poiché  la mano di Chiara è sempre sullo stesso punto ma poi, le mie speranze si vanificano. Sento la sua guancia avvicinarsi al mio viso e quella mano prudente che si fa sempre più audace mentre scende ancora più in basso, stavolta a cercare il clitoride.

io e chiara letto

Appena le sue dita si insinuano tra le mi labbra esercitando una leggera pressione, un brivido nello stomaco mi colpisce e mi paralizza. Le mie gambe iniziano a tremare, Chiara se ne accorge. Si insinua tra le pieghe della mia fessura che ormai è vistosamente bagnata. Mi fruga dentro e inizia a baciarmi sul collo. Con la sua gamba sposta un poco la mia per divaricarmi e potersi dedicare con la mano intera sul mio sesso.

Con due dita è dentro di me e con il pollice preme sul clitoride.

Non riesco più a contenermi e inizio a contorcermi. Non so se Chiara mi crede ancora addormentata ma non appena mi passa la lingua sul collo, inizio ad ansimare, e lei mi tocca con ancor più vigore, facendo cantare i miei umori col tocco della sua mano…

Chiara carezze

Io e Chiara capitolo 4

Chiara ed io giacciamo entrambe nude sul letto, c’è la finestra aperta, maggio è alle porte e il caldo inizia a farsi sentire.

Chiara inizia ad accarezzarmi il braccio scendendo lentamente verso la pancia. Sembra che io stia sognando e invece è tutto vero . Comincio ad acquisire un po’ di consapevolezza di quanto stia accadendo sebbene rimango stordita a causa dell’alcool e del sonno.

Il mio corpo è intorpidito ma riesce comunque ad avvertire la pressione di quelle mani curiose sulla pelle. Mi accarezza il ventre muovendosi piano per non svegliarmi, poi appoggia la testa vicino alla mia e continua indisturbata a solleticare le voglie della mia carne ‘priva di sensi’.

La sensazione che provo è indefinibile: cullata da morfeo, dal vino e dalle sapienti mani di Chiara che mi lusingano senza sosta. Un alito di vento entra silente dalla finestra, si posa sui miei seni nudi mentre Chiara e le sue dita si avvicinano sempre più alla mia intimità, fino a sfiorare teneramente il monte di venere. Sembra molto incuriosita e attratta dalla corta peluria che ricopre il mio basso ventre a tal punto da rimanervi impegnata per qualche interminabile minuto…

io e chiara bed

 

Io e Chiara 3

Chiara continua  le sue faccende mentre io dormo beatamente.

La televisione è sintonizzata sul canale che trasmette la solita intervista serale. Il volume moderato concilia il mio sonno e insieme alle luci dovute ai frequenti cambi di inquadratura, produce un atmosfera particolare.

Anche se dormo posso percepire i movimenti di Chiara e intuire le sue azioni. Odo lo scatto di un tappo su un barattolino di plastica, ne deduco che si sia appena messa la sua crema per il viso. Sento chiudere gli sportelli del mobiletto del bagno, l’interruttore della luce e la porta che viene accostata.

Si siede dolcemente sul letto, si avvicina al mio orecchio e sussurra con un filo di voce una frase che io non capisco, provocandomi un fremito lungo tutta la schiena, un fremito piacevole ma che allo stesso tempo mi fa sentire nuda e vulnerabile…

Chiara mi accarezza  il braccio sinistro  e gradualmente mi gira su un fianco, poi mi tocca il collo e il viso come fossero dei frutti di cui testare le sode polpe, infine, mi volta a pancia in sopra.

Appoggio le mani sul mio addome per ripararmi dal freddo e continuo a dormire nonostante la sensazione di essere  osservata…

Io sleeping bw

 

 

Vapore

Era lì immobile in una nuvola bianca, mi guardava serena senza imbarazzo, come se ci conoscessimo da sempre. Il tempo era inconsistente, e inconsistente era l’aria che lambiva i nostri corpi.

I suoi seni acerbi erano prepotenti. Ostentati come monoliti millenari . Gli occhi dicevano più di ogni altra parola e il silenzio circostante rafforzava quel suo sguardo così intenso.

Mentre il vapore si faceva via via più denso, l’essenza della sua pelle si disperdeva come incenso…

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Gioia e la foto eterna

 

Era da tempo che volevo dedicare un servizio fotografico a una mia cara amica. Dato che mi era appena arrivata la macchina fotografica nuova e visto che ultimamente la sua autostima era un po’ crollata per via di una delusione d’amore, decisi di invitarla per un caffè e qualche scatto in amicizia.

Gioia è una tipa acqua e sapone, semplice e modesta. Non si trucca e non ama stare al centro dell’attenzione. Lei non lo sa, ma anche se fa di tutto per non dare nell’occhio, l’attenzione l’attira eccome.

Ho sempre dedicato particolari interessi alle sue forme, alle sue movenze. E’ energica, tonica. Forse per via della giovane età o forse è proprio così di costituzione. Molto simpatica, a volte timida e impacciata, la sua compagnia può cambiare le sorti di una giornata. Non nascondo che forse la mia nei suoi confronti sia più di una semplice amicizia, ma va bene così. Per il momento mi limito a condividere con lei attimi di svago, senza sconfinare in sentimenti più complessi.

Suona il citofono, rispondo, è lei con la sua inconfondibile voce squillante. La faccio salire, la accolgo e le spiego pressappoco come dovrà comportarsi per rendere gli scatti più genuini ed efficaci possibile.

Ho un costume da schiava romana e dei bei sandali che vorrei lei indossasse, è una tipa mediterranea con occhi scurissimi e capelli neri. La sua pelle caffè e latte ben si sposa con l’abbigliamento che gli ho proposto.toga-2 joy

Lei sorride, prende gli abiti, va nella camera accanto e si cambia.

Inizio ad armeggiare freneticamente con la reflex per testarne le funzioni basilari, cerco di metterla a punto e di distrarmi per non pensare a quanto sta per accadere. Gioia è più veloce di quanto immaginassi e un po’ per la concentrazione focalizzata sulla macchina e un po’ per il suo muoversi silenziosa, me la ritrovo alle spalle. Mi coglie di sorpresa mentre indietreggio di un passo e il suo corpo mi costringe a fermarmi. Sento i suoi seni turgidi sulla mia schiena, deglutisco, faccio finta di niente e mi giro verso di lei. Le do una rapida occhiata dalla testa ai piedi e pronuncio la fatidica frase:   – si comincia.

Cerco di consigliare a Gioia le pose che più valorizzano le sue forme, la metto a suo agio, ci scherzo e continuo a dialogare con lei del più e del meno. I sandali che le ho dato accentuano la bellezza dei suoi piedi. Manco a farlo apposta sono proprio del suo numero: 41.Joy sandal 41

Rapito da un fremito , in un crescendo di eccitazione e curiosità continuo a macinare scatti; primi piani, piani americani, da sopra, da sotto. Catturo dettagli delle sue gambe, delle spalle, delle gote.

A un tratto,si fa avanti un lato di me che avevo cercato di tenere nascosto. Inizio a prenderla un po’ in giro, a dirle che può fare di meglio e che le sue pose dovrebbero essere meno pudiche. Lei annuisce e comincia a muoversi di più, a ondeggiare sui fianchi. I suoi fianchi sono pronunciati, l’addome è morbido, lo si può intravedere dalle stoffe leggere che indossa. Non c’è nulla che io non conosca di quel corpo, o quasi. Ogni qual volta ci ritrovavamo al mare insieme con gli amici, seguivo i suoi movimenti. Mi piaceva vederla in costume. Adoravo la curva che la sua vita sottile produceva nel raccordarsi al suo generoso bacino. Era come una clessidra, ma invece di scandire il tempo, regolava il battito del mio cuore o lo mandava in subbuglio, a seconda del suo sguardo e dell’intensità con cui penetrava i miei occhi.

Mille pensieri affollano la mia testa mentre incalzo la mia musa a dare di più. Ho sempre avuto un occhio di riguardo per lei, ma oggi è diverso. Il fatto che lei abbia accettato di farsi immortalare ed indossare quei vestiti ha cambiato le carte in tavola. Le faccio notare che un seno le fa capolino dalla toga, lei indifferente continua a sorridere e fa quasi per sfidarmi.Joy Toga

Scatto avidamente poi mi giro dove c’è meno luce per vedere come è venuta la foto. Colmo di orgoglio per essere riuscito a fermare quell’immagine, mi godo il benessere che ne deriva, ma lo scatto più importante deve ancora arrivare. Mentre mi volto verso Gioia, noto che si è seduta sul tavolo. Mi guarda maliziosa e lascia cadere le sottili vesti. Mi fissa e rimane immobile.

Il sangue mi si gela. Resto inerme per un paio di secondi e provo a puntare l’obiettivo verso quell’inaspettata visione. Premo il tasto che le conferirà l’immortalità… poi tutto tace.

foto Joy